L’idea dell’associazione Cultura&Coltura nasce dalla convinzione che il contatto con la natura e riscoprire la cultura contadina, coltivando frutta e verdura, è stato un modo per rispondere al bisogno di contrastare il senso di solitudine di molte persone, considerando che stare all’aria aperta e l’esercizio fisico possono curare stress, depressione e aiutano a tirare su il morale. Inoltre, si sa, consumare una qualità di cibo migliore, più sano e genuino, migliora la salute. Infine, essere attivi e stare insieme agli altri è un’occasione di socializzazione tra generazioni ed esperienze diverse.

La sfida nel descrivere un progetto o una realtà di orti urbani, è legata al fatto che nello stesso tempo si tratta di uno spazio per la coltivazione di ortaggi (orti) e di un più complicato processo sociale (urbani) che prende forma attraverso le dinamiche delle persone che vi prendono parte.

Gli orti urbani infatti, non rappresentano solo una risorsa concreta per le singole persone e famiglie, ma anche un concetto organizzatore per nuove idee e pratiche sulla qualità della vita, la sostenibilità urbana, il rapporto uomo, ambiente e natura. Un intreccio di elementi concreti, tangibili, sostanzialmente prevedibili e di elementi immateriali, dinamici, non altrettanto prevedibili.

OBIETTIVI

  • a. L’esperienza di coltivare un orto è la dimensione più soggettiva, fisica e psicologica, individuale e condivisa, legata all’esperienza delle persone che coltivano un orto o imparano a farlo. Un orticoltore racconta non solo della fatica e dell’impegno che il suo orto richiede, ma forse e soprattutto del piacere della sua esperienza e dell’orgoglio per i frutti del proprio lavoro. L’esperienza di coltivare un orto ha quindi a che fare con: – Esercizio fisico e vita attiva – Salute e benessere fisico e psicologico – Lo sviluppo e l’espressione di capacità personali, l’aumento dell’autostima attraverso la realizzazione di un buon raccolto e il superamento delle criticità – Un habitat per coltivare amicizie e socialità attraverso la condivisione di pratiche, saperi e valori – Il racconto di chi siamo e da dove veniamo, radici, saperi e tradizioni.

  • b. Saperi e metodi per coltivare gli orti, ci riferiamo ovviamente alla promozione e adozione di metodi di orticoltura eco-compatibili e quindi a metodi responsabili verso la salute delle persone e verso l’ambiente. Hanno a che fare con: – Il lavoro nell’orto per la produzione di ortaggi e frutti per il consumo famigliare – I vecchi e i nuovi saperi per un’orticoltura di qualità – Metodi e strategie per un’orticoltura eco-compatibile – Metodi pacifici per combattere le malattie e i parassiti delle piante – Imparare e insegnare a coltivare un orto – Orti didattici nelle scuole e non solo – Scambio di conoscenze e di capacità – Risorse condivise per gli orti e iniziative comuni tra gli ortisti (es. creazione di compost, banca dei semi, vivaio, piante madri da frutto, uso del surplus produttivo, collaborazione con le scuole per orti didattici, progetti speciali, iniziative culturali, di socialità, di solidarietà, …)

  • Orticoltura e alimentazione. E’ la funzione principale, storica di un orto che le persone apprendono, tramandano e possono arricchire attraverso la loro esperienza diretta e la consapevolezza sulla loro alimentazione e i loro consumi. Le valenze che entrano in gioco sono: – Orto e alimentazione di qualità a km0 – Sicurezza e sovranità alimentare – Orto e autoproduzione: farsi da mangiare salvaguardando la propria salute e non farsi mangiare dal cibo di produzione industriale, consapevolezza e sobrietà vs. consumismo e spreco – Stagionalità della natura, dei frutti dell’orto e dell’alimentazione

  • d. Gli orti urbani nella vita della città e della Comunità. Gli orti urbani rappresentano una grande risorsa soprattutto per persone e famiglie che vivono nei centri urbani che comportano un forte rischio di isolamento, solitudine ed esclusione sociale. Consentono l’avvio di un processo di trasformazione e di rivitalizzazione del tessuto urbano, di creazione di relazioni e di pratiche a partire dalla valorizzazione e condivisione di un bene comune. Questo è anche l’ambito in cui gli orti urbani possono essere concepiti e valorizzati come risorsa per lo sviluppo di forme di economia locale e solidale, basata su una rete di relazioni e sulla condivisione di valori e obiettivi dentro, per e oltre la Comunità di riferimento. – Gli orti urbani come laboratorio di convivenza sociale ed ambientale – Gli orti urbani come bene comune della Comunità – Orti sociali e orti collettivi – Orti multietnici – I rapporti e le differenze tra generazioni, uomo-donna, residenti e immigrati – I conflitti e la collaborazione negli orti: tra le persone, con gli animali, con la vegetazione spontanea – Uso del surplus produttivo: vendita, dono, baratto, trasformazione – Compost da rifiuti famigliari e urbani

  • f. Orti urbani e sostenibilità. Ciascun orto anche il più piccolo ed appartato contiene e rappresenta una sfida per uno stile di vita più sostenibile. Gli orti urbani, un insieme di molti orti coordinati da una regia pubblica, costituiscono un habitat ideale per promuovere processi di cambiamento verso Comunità sempre più sostenibili. Gli orti urbani favoriscono la de-costruzione di molti comportamenti acquisiti ma che oggi sappiamo essere dannosi per la vita delle persone, per la qualità dell’ambiente e per la convivenza civile. La cura di un orto “coltiva” quindi l’assunzione di responsabilità verso noi stessi e quanto ci circonda e ancora di più verso il futuro e le giovani generazioni. Risulta altresì evidente che la pratica dell’orticoltura ha un impatto positivo e diretto sulla salute delle persone riducendo i rischi di malattia che al contrario una vita sedentaria e isolata può comportare con il conseguente aggravio di costi per la sanità pubblica. – Orti urbani come laboratorio concreto e quotidiano per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica – Orti urbani come palestra di educazione ambientale – Orti urbani e orizzonte di valori e di idee per il futuro del pianeta rese concrete dalle pratiche quotidiane – Orti urbani per imparare a dare/ridare il giusto valore al cibo, alla natura e all’ambiente che ci circonda

CONSIDERAZIONI FINALI

La riflessione sulle molteplici valenze dei progetti e delle esperienze di orti urbani, ci restituisce un quadro che risulta essere nel suo insieme molto più ricco, ampio e diversificato di quanto gli stessi attori protagonisti siano portati a ritenere. Ci consente di percepire il valore e le potenzialità di questo tipo di esperienze in rapporto alla vita nelle Comunità urbane e ad un diverso rapporto con l’alimentazione e la salute, con la natura e l’ambiente che ci circonda, con il futuro che contribuiamo a costruire con il nostro modo di vivere e di governare.